Le prime notizie di Pranzo risalgono al primo millennio, infatti, in un documento del 771 dC. della Biblioteca Queriniana di Brescia è scritto che Anselperga (sorella di Ermengarda), Badessa del convento di San Salvatore di Brescia, figlia di Desiderio, ultimo re dei Longobardi acquistò da Andrea, chierico di Sirmione “una masseria in vico Prantio” diretta da Giovanni fu Valterio. Quindi il Vico Prantio esisteva già qualche secolo prima del 700, sicuramente in epoca romana.

Questo paese è ancora completamente sepolto in località ”Coltura”.

Lo dimostrano numerosissimi reperti venuti casualmente alla luce in questo insediamento.

Ma proseguendo in direzione del paese Campi, sulla stessa strada lungo la quale era situato il vico Prantio, dopo poche centinaia di metri si imbocca sulla destra l’antica strada che costituisce il limite inferiore dell’antico villaggio di San Martino.

Lo studio archeologico di questo già in fase avanzata, ha dimostrato la sua grande importanza storica, risalendo la sua origine al VI-VII secolo a.C., epoca Retica.

Nel Paese di Pranzo esiste un museo che documenta i reperti e la storia di questo importante insediamento.

Questi due villaggi convissero per molti secoli e scomparvero contemporaneamente alla fine del primo millennio. Sono sicuramente due dei più importanti insediamenti archeologici della nostra regione. La probabile causa del loro abbandono fu il grande terremoto avvenuto proprio in quegli anni (fine del primo millennio?) che determinò il crollo di gran parte della montagna sulla destra della valle del Magnone, creando in tal modo lo sbarramento che permise la formazione del lago di Tenno.

Dopo questo sconvolgimento tellurico gli abitanti del vico Prantio ed anche quelli del più antico San Martino, alla fine del primo millennio ed all’inizio del secondo si sarebbero trasferiti poche centinaia di metri più in basso nella valle e li avrebbero iniziato a costruire l’attuale paese di Pranzo.

Il paese di Pranzo è situato sul versante destro della valletta del torrente Magnone a circa 7 km da Riva e 2 Km dal lago di Tenno.
Costruito in una zona molto pendente, costituito in prevalenza da case addossate le une alle altre; su poche di queste si leggono le date 1500, 1600 e sopratutto 1700.
Pranzo fece sempre parte della Pieve di Tenno assieme alle altre frazioni di Cologna - Gavazzo e Ville del Monte.
Nei documenti dell’archivio di Trento riportati dal Tovazzi nell’inventario "archivi ripensis", Pranzo è citato la prima volta il 7 agosto 1211 per problemi di proprietà esistenti tra Riva e Pranzo per i monti Englo (l’attuale monte S.Martino) e Tombio. Discussioni e lotte fino ad aggressioni armate che si ripeteranno nei secoli successivi, finché il Cardinal Lodovico Madruzzo nel 1582 personalmente intervenuto, dichiarerà proprietà di Pranzo i monti Englo e Tombio.


Già nel 1356 Pranzo ha la sua approvata dai signori Della Scala di Verona. E’ una delle prime Regole del Trentino (la terza) ed è un autentico codice di convivenza civile "...dapprima parlarono e discussero, uno dopo I’altro civilmente, pacatamente, senza contrasti esprimendo ciascuno il proprio pensiero, mirando solo al bene della comunità di Pranzo....". Tutto il territorio è diviso in Saltarie e per ognuna c’è un Saltaro che fa osservare le regole. Tutti i capifamiglia accettano ed approvano questi statuti e si impegnano a farli osservare.

Le 4 frazioni si chiamarono poi Vicinie. Nel 1711 vengono chiamate Quadre e si procede alla divisione di tutto il territorio (campagne e monti) tra le 4 Quadre:

Pranzo Kmq 5,16;
Tenno 2,58;
Ville del Monte 17,92;
Cologna Gavazzo 2,64.

Nel 1827, in dominio austriaco, le 4 Quadre vengono denominate e trasformate in Comuni indipendenti.
Anche Pranzo vive come Comune indipendente finchè, in epoca fascista nel 1925 venne di nuovo riunito nell’unico comune di Tenno.
Pranzo con Tenno aggregati alla contea di Arco dipesero sempre dal Principato Vescovile di Trento, mentre Riva dal 1440 al 1509 passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia.
Nel 1803, dopo l’invasione di Napoleone del Trentino, caduto il principato di Trento, subentra il dominio austriaco che terminerà nel 1918 con la fine della prima grande guerra.
Popolazione di Pranzo:
abitanti 410 nel 1768,
400 nel 1827
561 nel 1880
540 nel 1888
615 nel 1904
503 nel 1912
Oggi è di poco superiore a 200 abitanti.
L’economia del paese era molto povera; tutti i mezzi di sostentamento erano ricavati da sempre da campagne poste in collina, sostenute da terrazzamenti. Le frequenti siccità estive rappresentavano il crollo di ogni prodotto. Molto diffusa e curata la coltivazione della vite fino al disopra del paese. Pure diffuso l’allevamento del bestiame: una o due vacche in varie famiglie, buoi per trazione, oltre a 100 capre nel paese che in estate sfruttavano i pascoli dei monti e le malghe. Per il riscaldamento e per gli usi domestici serviva l’ottima legna prodotta nella grande estensione di boschi esistente sopra il paese. Molta di questa legna veniva pure esportata e venduta a Riva.
Ma Pranzo è sopratutto noto per la produzione dei maroni. In tutto il suo territorio al di sopra del paese e più oltre includendo il monte san Martino (Englo) e Tombio esistono numerosissime piante di castagni o maroneri, un autentico “bosco” che producono gli ottimi marroni.
Strana la storia di questa pianta: fino al 1600 era apprezzata sopratutto per i “pali” che crescevano dai suoi ceppi e servivano per sostenere le viti. Invece dal 1700 in poi questa stessa pianta che prima produceva solo piccole castagne, trasformata dagli innesti portati dai nostri emigrati che si recavano in Piemonte a “tirar la sega”, diventò la produttrice degli ottimi maroni che costituirono pure un ottimo contributo per la stessa alimentazione.
Storico ed ancora imponente “il maroner di Garibaldi” subito al disopra del paese, sotto il quale stanziò nei mesi di luglio ed agosto del 1866 una compagnia di garibaldini, nella vana attesa di poter entrate nel Trentino come conquistatori.

Dopo la metà dell’800 si verificò una marcata emigrazione di giovani lavoratori e famiglie verso l’America del nord.
Dal 1914 al 1918 la catastrofe della Prima Grande Guerra. Pranzo è un paese di confine ed è sotto il tiro dell’artiglieria italiana sul monte Baldo. Gran parte della popolazione viene evacuata in Austria, Boemia ed altrove. Tutti gli uomini validi richiamati alle armi, molti i caduti in guerra.
Dopo il 1918 continua la depressione economica: riprende e si accentua l’emigrazione verso le Americhe ma anche verso Germania e Belgio e lo spopolamento del paese è progressivo.
Nel 1940, dopo la conquista dell’impero africano altra catastrofe: la seconda guerra mondiale: ancora richiamati alle armi gli uomini validi ed ancora molti caduti; dal 1945 la pace.